Aggiornamento sull’obbligo di bonifica dell’amianto

Aggiornamento sull’obbligo di bonifica dell’amianto-0

Aggiornamento sull’obbligo di bonifica dell’amianto

Regione Lombardia ha approvato una normativa (Legge Regionale 17/2003) che prevede l’adozione di piani di risanamento, bonifica e smaltimento dell’amianto per salvaguardare l’ambiente e soprattutto la salute dell’uomo.

L’amianto, particolarmente usato in edilizia (si può trovare in lastre per le coperture di tetti, tettoie, garage, ecc oppure in pannelli per le controsoffittature, canne fumarie, tubazioni, intonaci, coibentazioni di tubi per il riscaldamento e centrali termiche, isolanti temici/acustici, pavimenti in linoleum – vinilamianto, ecc), è nocivo per la salute dell’uomo: le fibre di amianto che si staccano dai manufatti, infatti, si disperdono nell’ambiente e, se inalate, producono danni all’apparato respiratorio, come il carcinoma polmonare, l’asbestosi, il carcinoma laringeo e il mesotelioma.

il Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) di Regione Lombardia, pubblicato il 15/01/2006 pianificava la progressiva eliminazione dell’amianto e si proponeva nell’arco di  dieci anni di eliminare l’amianto dal territorio regionale.

Per raggiungere questo obiettivo il primo passo era il censimento delle strutture e degli edifici che contengono amianto, attraverso l’autonotifica, che doveva essere compilata da parte dei proprietari con il Modello NA/1 da inviare all’ASL della Provincia. Il censimento aveva come scopo stabilire in quali edifici, costruiti prima del 1994 – anno in cui l’utilizzo dell’amianto è stato vietato per legge – fossero presenti manufatti in amianto e valutarne lo stato di degrado secondo i criteri previsti dal PRAL, procedendo, sulla base dello stato di conservazione, ad individuare gli interventi successivi.

La normativa vigente prevede che i proprietari di manufatti contenenti amianto, che non hanno presentato il censimento all’ASL entro il 31/01/2013, sono passibili di sanzione da € 100,00 a € 1.500,00.

Il termine del 16 gennaio 2016, indicato dal PRAL, come termine del programma decennale per rimuovere l’amianto, non è tuttavia perentorio per i cittadini, che devono però provvedere a valutare l’indice di degrado dei manufatti in amianto e procedere alla bonifica secondo le indicazioni dell’indice di degrado.

La bonifica dell’amianto presente nei manufatti in edilizia deve essere effettuata nel rispetto di specifiche procedure tecniche per la salvaguardia dei lavoratori e la prevenzione dell’inquinamento atmosferico. Tre sono le tipologie di bonifica previste:

– la Rimozione di coperture e materiali in amianto che deve essere effettuata da un’apposita impresa iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali (Categoria 10) che predisporrà uno specifico piano di lavoro da notificare all’ASL. L’attività di rimozione deve essere, infatti, effettuata adottando tutte le misure di protezione e prevenzione poste a sicurezza e tutela della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e di protezione dell’ambiente esterno. L’impresa deve, inoltre, provvedere all’espletamento delle procedure amministrative per il trasporto e lo smaltimento dei manufatti.

– l’Incapsulamento, ovvero il trattamento dei manufatti con appositi prodotti penetranti o ricoprenti che impediscono la dispersione di fibre;

– il Confinamento, ovvero la messa in sicurezza del manufatto, con la separazione dell’amianto dai locali abitativi con barriere a tenuta e con la sovra copertura dell’amianto con un nuovo manto di copertura .

Si fa presente che per poter procedere agli interventi di rimozione e di confinamento occorre presentare apposita pratica edilizia presso gli uffici comunali.

La rimozione delle strutture in amianto è sicuramente la soluzione ottimale e consente di accedere alle agevolazioni fiscali previste per le manutenzioni straordinarie recuperando il 50% della spesa, o quelle previste per il contenimento dei consumi energetici, recuperando il 65% sul totale delle spese per i lavori.

Nel caso non si effettuasse la rimozione del manufatto rimane comunque l’obbligo da parte dei proprietari delle strutture di far eseguire da tecnico abilitato ogni 2 anni la valutazione dell’indice di degrado.

Condividi suShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Tweet about this on Twitter

0 Comments


E tu cosa ne pensi?

La tua email non sarà pubblicata

Lascia una risposta

© 2017 SQ Più S.r.l. - Tutti i diritti riservati - Partita IVA 03977450968 - Accreditamento per la formazione - Regione Lombardia n. 830 - Cookie Policy