Allergeni: la frase “Può contenere tracce di…” è troppo generica e fa disperare gli allergici

Allergeni: la frase “Può contenere tracce di…” è troppo generica e fa disperare gli allergici-0

Allergeni: la frase “Può contenere tracce di…” è troppo generica e fa disperare gli allergici

4 dicembre 2015 , 0 Comments
Allergeni: la frase “Può contenere tracce di…” è troppo generica e fa disperare gli allergici. Occorre gestire meglio il rischio.
allergeni

Allergeni: la carne preconfezionata ha la dicitura: può contenere tracce di glutine, latte, uova…”

Vorrei una vostra opinione su una situazione da me osservata in un ipermercato riguardo le informazioni sugli allergeni. Premetto che ho due figlie celiache, e sono anche tecnologo alimentare, da 25 anni mi occupo di qualità per una grande azienda italiana e per alcuni anni sono stata attiva in AIC (Associazione Italiana Celiachia) a livello nazionale e ho partecipato a numerosi incontri. Per finire ho scritto diverse pubblicazioni in merito al glutine negli alimenti, partendo dalla mia passione per il settore dell’analisi degli alimenti.

Quanto osservato in questo ipermercato è stato per me sconfortante; trovo che la potenziale diffusione di un atteggiamento simile potrebbe rappresentare una sconfitta del Reg. CE 1169 e un disastro per i consumatori celiaci (e non solo per loro). Di fatto, tutta la carne preconfezionata (vassoio in polistirolo avvolto in film estensibile trasparente), dalla fettina di manzo al 1/2 pollo, dalla coscia di tacchino al pezzo di codone, così come le fette di formaggio (sempre nello stesso tipo di confezione predisposta dal punto vendita), riportano la dicitura: può contenere tracce di glutine, latte, uova… Ovvero: secondo questo supermercato il celiaco dovrebbe comprare la bistecca o la coscia di pollo in Farmacia?!

Credo che un atteggiamento di questo tipo faccia pensare e dubitare anche delle condizioni igieniche di questo ipermercato, oltre a un concetto non adeguato o non approfondito di gestione del rischio, con riferimento alla definizione seguente: “Il rischio rappresenta la probabilità che un pericolo possa manifestarsi” (Reg. CE 178/2002, art.3 com.9 “rischio”, funzione della probabilità e della gravità di un effetto nocivo per la salute, conseguente alla presenta di un pericolo).

carne

Dichiarazioni generiche denotano una carenza
nelle procedure di autocontrollo

Mi chiedo se anche l’AIC supporti questa

Non farò più alcuna spesa presso questo ipermercato e cercherò di diffondere il più possibile la mia spiacevole esperienza.


Giovanna
Mi chiedo se anche l’AIC supporti questa impostazione allarmistica, calcando la mano sulla possibile contaminazione e mettendo costantemente in guardia le persone. Se si diffondesse il metodo di valutazione e di gestione  utilizzato da alcuni ipermercati, sarebbe veramente critico acquistare qualsiasi alimento. Secondo me questa procedure  non è corretta, ne sono certa. Sarei lieta di conoscere il vostro parere.

Risponde l’avvocato Dario Dongo

 

Come leggere le etichette?

La lettrice denuncia una gestione del rischio non adeguata

La presenza delle “sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze” deve venire specificamente dichiarata sia sui prodotti  alimentari in vendita al consumatore finale (siano essi imballati, sfusi o preincartati), sia in relazione a ciascun alimento e bevanda somministrato in bar e pubblici esercizi, ristoranti, mense, catering. Come precisato, tra l’altro, nella circolare 6.2.15 del Ministero della Salute.

Gli operatori del settore alimentare – come pure i distributori, e i pubblici esercenti – devono perciò garantire la sicurezza degli alimenti da essi venduti e/o distribuiti anzitutto mediante l’applicazione di buone prassi igieniche e sistemi Haccp al preciso scopo di prevenire, controllare e mitigare i rischi di contaminazione da allergeni non volontariamente impiegati nel processo.

Dichiarazioni molto generiche come quelle da Lei citate, oltre a non assolvere i requisiti di informazione prescritti (laddove si faccia riferimento al glutine anziché ai singoli cereali che lo contengono), denotano una carenza nelle procedure di autocontrollo che le Autorità sanitarie già ora dovrebbero vigilare e ove del caso sanzionare, ai sensi del d.lgs. 193/07, articolo 6.

Per ulteriori approfondimenti, vedi l’articolo: “EUROPA – Allergeni, come garantire oggi l’applicazione delle regole”

Fonte: IlFattoAlimentare

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