Ambienti confinati: dal 1955 al 2011

Ambienti confinati: dal 1955 al 2011

La normativa sulla sicurezza e salute sul lavoro si occupa dei lavori in ambienti sospetti di inquinamento e confinati sin dal 1955 con il DPR 547 ma è con l’introduzione del Testo Unico, nel 2008, all’art.66 e con la pubblicazione del DPR 177 il 23 novembre 2011 che si approfondiscono i temi relativi alle lavorazioni svolte in tutti quei luoghi come fogne, pozzi, cavedi, cunicoli, cisterne e altro a rischio di inquinamento.
Il nuovo decreto pone al committente, quindi a chi appalta lavori in ambienti confinati a sospetto inquinamento, una serie di obblighi incluso quello di verificare in maniera più dettagliata e precisa alcuni requisisti degli appaltatori. Per prima cosa il committente deve verificare che tra gli appaltatori sia presente una quota parte di lavoratori esperti (n.d.r. esperienza almeno triennale) e formati in merito alle attività oggetto d’appalto; poi deve mettere a disposizione un rappresentante che vigili l’attività oggetto dell’appalto. In sostanza, il nuovo decreto mira a garantire che nella lunga catena dei lavori svolti in appalto venga garantita la sicurezza fino all’ultimo dei lavoratori che si troverà ad operare nello spazio confinato.
Il committente deve identificare i propri ambienti confinati, classificarli (come ambienti a maggior o minor rischio) quindi predisporre le tipologie di permessi di lavoro in funzione degli ambienti identificati e classificati, tutto ciò al fine di permettere al rappresentante del datore di lavoro (se si tratta di appalto) o al preposto (per lavorazioni proprie) di poter valutare e pianificare l’accesso allo spazio confinato da parte di lavoratori solo dopo che tutte le misure di sicurezza previste nel permesso di lavoro siano state messe in atto. Quanto esposto si concretizza molto spesso nella verifica della salubrità dell’aria mediante ossimetri o altri dispositivi in grado di monitorare la presenza di gas pericolosi come l’acido solfidrico, l’anidride carbonica, il monossido d’azoto, metano, ecc…, infine sarà necessario organizzare le procedure d’emergenza in modo da poter recuperare il lavoratore che si trova nell’ ambiente confinato nel più breve tempo possibile.

Fonte: Punto sicuro

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