Attività fisica nei luoghi di lavoro: le buone pratiche

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Attività fisica nei luoghi di lavoro: le buone pratiche

24 febbraio 2014 , 0 Comments

Presentato in rete il secondo capitolo del manuale della Regione Piemonte dedicato alle esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro. Le buone pratiche, i programmi e i progetti di promozione.

Dopo il primo capitolo, il Centro regionale di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte ( Dors) ha pubblicato anche il secondo capitolo, dal titolo “Buone pratiche: risorse e strumenti”, del manuale“Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro”.
Il manuale è un prodotto che ha realizzato la Regione Piemonte – con la Rete Attività fisica Piemonte e DoRS – come supporto pratico per facilitare la gestione e la realizzazione di progetti. Si rivolge principalmente a quanti lavorano nella pubblica amministrazione, in particolare nelle aziende sanitarie e ospedaliere, ai loro operatori socio-sanitari, dirigenti, direttori di struttura, ecc.. Riportiamo alcune anticipazioni pubblicate sul sito di Dors (in un articolo di Luisa Dettoni e Alessandra Suglia) e il link a un breve questionario rivolto ai lettori del secondo capitolo.

Nel capitolo 2 del manuale si presentano – evidenziando le specificità e mettendo a disposizione i metodi e/o gli strumenti di lavoro adottati – alcuni programmi e progetti di promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro rispondenti alle raccomandazioni della letteratura.

Le esperienze descritte sono considerate buone pratiche o interventi promettenti e sono state realizzate a livello regionale, nazionale e internazionale da strutture/enti pubblici e privati.

I progetti messi in atto a livello locale dalle Asl piemontesi, sono illustrati, attraverso una scheda che entra nel merito dell’intervento descrivendo:
– i destinatari,
– le alleanze/collaborazioni attivate,
– gli obiettivi,
– i metodi e le azioni adottati,
– i principali risultati raggiunti,
– i punti di forza e le criticità,
– i materiali prodotti,
– la riproducibilità e la sostenibilità del progetto,
– con quali strumenti il progetto è stato elaborato e/o riletto secondo i criteri di buona pratica,
– la valorizzazione del progetto.

I progetti hanno previsto azioni rivolte agli individui e al contesto organizzativo/ambientale.
Gli interventi, sviluppati secondo modalità e metodi adeguati ai contesti specifici e alle esigenze dei destinatari, hanno incrementato, nella maggior parte dei casi, sia le abilità individuali sia le risorse ambientali.
Alcuni di questi progetti sono tuttora attivi o hanno contribuito a favorire lo sviluppo di iniziative analoghe sul territorio.

I programmi e i progetti attuati in ambito regionale, nazionale e internazionale sono presentati attraverso una breve descrizione corredata dilink a documenti, materiali e risorse disponibili. Si segnalano, inoltre, siti specialistici e banche dati di progetti di promozione della salute dove è possibile anche reperire documenti e materiali sulla promozione di uno stile di vita attivo in azienda.

Questa ricognizione di programmi e progetti non è, naturalmente, esaustiva ma vuole essere una prima raccolta implementabile di interventi di promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro.

Nel capitolo 2 del manuale Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro si illustrano dunque:
– esperienze delle Aziende sanitarie locali piemontesi (paragrafo 2.1),
– esperienze regionali, nazionali e internazionali (paragrafo 2.2).

Regione Piemonte, “Buone pratiche: risorse e strumenti”, secondo capitolo del manuale “Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro” (formato PDF, 511 kB).

Fonte: Punto Sicuro

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