Barista eroe a bordo campo: Così ho salvato quel calciatore

Barista eroe a bordo campo: Così ho salvato quel calciatore-0

Barista eroe a bordo campo: Così ho salvato quel calciatore

In campo due squadre di amici. Cinque contro cinque. Come tante altre volte. La partita era iniziata da circa dieci minuti, tra momenti di agonismo e di grande serenità, tra risate e scherzi. Ad un tratto però la sfida amatoriale a calcetto che mercoledì sera si stava giocando all’impianto sportivo di via Massimo D’Azeglio si è trasformata in un dramma (leggi l’articolo). Un ragazzo di 25 anni, Zheng Y.X. di origine cinese e residente in corso Magenta a Legnano, ha arrestato la sua corsa all’improvviso: «Mi sento male». Questa è stata la frase che, con un filo di voce, è riuscito a pronunciare prima di stramazzare al suolo, accasciandosi privo di sensi: il suo cuore senza ragione aveva smesso di battere.
Una scena drammatica, dal forte impatto emotivo per tutti i protagonisti, vissuta tra il panico che si è immediatamente diffuso tra i compagni di squadra e gli avversari. Per fortuna non tutti hanno smarrito la calma e qualcuno di loro ha subito chiesto aiuto. «Correte per favore, il nostro amico è si è accasciato a terra e non riprende conoscenza. Sembra non respiri più».
Ad intervenire in maniera tempestiva e risolutiva è stato Gianluca Dell’Acqua, 28 anni e anche lui residente a Legnano. Il giovane lavora come barista all’interno della stessa tecnostruttura, di proprietà comunale. Gianluca non ha esitato un attimo, ha agito con la giusta freddezza e razionalità, lasciando che le nozioni imparate nel corso degli anni prendessero il sopravvento sulla paura e sull’istinto. Ha capito immediatamente la gravità di quanto stava succedendo e ha preso il defibrillatore semiautomatico di cui è dotato l’impianto sportivo.
«Gioco a basket e ho avuto modo di partecipare in passato ad un corso di pronto intervento – ha raccontato emozionato Gianluca -. Ho constatato che il ragazzo era in arresto cardiocircolatorio. Non bisognava perdere alcun istante. Ogni secondo era davvero prezioso. Ho subito acceso il defibrillatore e ho seguito le sue istruzioni vocali. La voce guida mi ha illustrato passo a passo tutte le manovre da effettuare, riconoscendo di volta in volta i parametri vitali. È bastata una scarica elettrica e il suo cuore ha ripreso a battere. Fosse trascorsa una manciata di minuti in più, le conseguenze sarebbero state forse irreversibili».
Sul posto è poi arrivata la Croce rossa e l’automedica. Il paziente è stato intubato e ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Legnano. La prognosi è tuttora riservata ma il giovane ce la farà. Gli accertamenti non hanno evidenziato danni celebrali, facendo tirare un sospiro di sollievo a genitori, amici e parenti che sono accorsi al suo capezzale. Merito del defibrillatore, ma anche della prontezza di riflessi di Gianluca: «Non mi sento un eroe e sarò felice solo dopo che potrò stringere la mano a questo ragazzo, cosi saprò che sta davvero bene».
Condividi suShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Tweet about this on Twitter

0 Comments


E tu cosa ne pensi?

La tua email non sarà pubblicata

Lascia una risposta

© 2017 SQ Più S.r.l. - Tutti i diritti riservati - Partita IVA 03977450968 - Accreditamento per la formazione - Regione Lombardia n. 830 - Cookie Policy