Cancro al polmone: sorpasso sul tumore al seno per le donne in Europa

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Cancro al polmone: sorpasso sul tumore al seno per le donne in Europa

14 ottobre 2014 , 0 Comments

Il 2015 dovrebbe essere l’anno del sorpasso sul tumore al seno in Europa

Probabilmente entro il 2015 il tumore al polmone supererà quello al seno come principale causa di morte per cancro tra le donne europee, secondo la previsione, statistiche alla mano, di ricercatori dell’Istituto Mario Negri pubblicata l’anno scorso su Annals of Oncology. Nel nostro Paese in poco più di 20 anni la mortalità per carcinoma polmonare nelle donne è raddoppiata, mentre per gli uomini è in leggera diminuzione. Ma poiché le italiane hanno iniziato a fumare più tardi e fumano meno che in altri Paesi europei, il sorpasso potrebbe non verificarsi almeno per tutto questo decennio. «Resta il fatto che questa temibile neoplasia negli ultimi anni è costantemente in aumento fra le nostre connazionali – spiega Carmine Pinto, presidente eletto dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e direttore dell’Oncologia all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma -. Dei 38mila nuovi casi diagnosticati ogni anno in Italia, il 30% oggi colpisce una donna e, se si considera che almeno l’85% dei casi di cancro al polmone è causato dal tabacco, è facile capire perché la malattia stia divenendo “femminile”».

I conti tornano quando si apre il Rapporto sul fumo in Italia 2014, dell’Osservatorio fumo alcol e droga dell’Istituto Superiore di Sanità: 11,3 milioni di italiani fumano (il 22% della popolazione) ma se le fila degli uomini continuano a diminuire, quelle delle fumatrici quest’anno sono invece cresciute del 3,6%. Una tendenza diffusa anche fra i giovanissimi: le femmine che fumano sono più numerose dei maschi, iniziano per prime e consumano più sigarette al giorno. «La probabilità di sviluppare un tumore ai polmoni è più alta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori e sale fino a 20 volte in chi consuma oltre 20 sigarette al giorno – continua Filippo de Marinis, direttore dell’Oncologia Toracica allo Ieo di Milano, che interverrà il 29 settembre all’incontro organizzato al Corriere della Sera in occasione del Convegno europeo di oncologia Esmo -. Ma anche il fumo passivo fa crescere il pericolo d’ammalarsi di circa il 30%. A seguire, sappiamo che ci sono altri fattori di rischio, fra cui inquinamento atmosferico e polveri sottili, esposizione all’amianto in fibre (causa soprattutto di mesotelioma) e talune malattie polmonari croniche (come la tubercolosi)».

L’attenzione degli oncologi ora è puntata particolarmente sul fumo passivo: l’Aiom ha appena lanciato una campagna nazionale di prevenzione e sensibilizzazione: «Abbiamo svolto un sondaggio che ha coinvolto 3mila italiani ed è emerso che ben 8 su 10 non sanno che il fumo passivo provoca il cancro del polmone – prosegue Pinto -. In compenso, un quarto della popolazione italiana vi è esposto, sette italiani su dieci fumano regolarmente in luoghi chiusi e la metà lo fa anche in presenza di bambini, esponendoli ai possibili danni e pure a un cattivo esempio che può costare molto caro». Ma c’è di peggio: il livello di conoscenza sui fattori di rischio legati al tabacco è talmente basso che quasi la metà dei connazionali (48%) pensa che il tumore ai polmoni non si possa prevenire e il 43% crede erroneamente che smettere non riduca il rischio di sviluppare la malattia. «Per troppo tempo il tumore del polmone è stato considerato una patologia quasi esclusivamente maschile – conclude Silvia Novello, presidente dell’associazione di pazienti Women Against Lung Cancer in Europe -. È importante che tutti siano informati: dire addio alle sigarette è una missione possibile e comporta grandi benefici, fin da subito. Anche il rischio di cancro col tempo diminuisce e dopo 10 o 15 anni diventa uguale a quello di chi non ha mai fumato».

Fonte: Corriere della Sera

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