I rischi e la sicurezza nelle attività di barbiere ed estetista

I rischi e la sicurezza nelle attività di barbiere ed estetista

Indicazioni e suggerimenti per la sicurezza e la valutazione dei rischi nell’attività di parrucchiere e estetista. I pericoli dei prodotti cosmetici, le tinture, la prevenzione ambientale, gli agenti biologici e le misure di prevenzione.

Vicenza, 11 Lug – Da qualche giorno conosciamo i dati del Rapporto Inail 2010 relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro: dati con un bilancio “sostanzialmente positivo” che conferma il trend di diminuzione degli infortuni dell’anno precedente.
Tuttavia, al di là delle cifre, che comunque rimangono alte, è bene mettere in rilievo i settori dove questa diminuzione di infortuni non c’è stata. Ad esempio il settore dei servizi che, in controtendenza, ha fatto registrare un leggero incremento degli infortuni (+ 0,4%) e un calo modesto (- 3%) degli incidenti mortali.
Per non parlare poi delle malattie professionali che nel 2010 proseguono la corsa al record di denunce (+ 22%).
L’organizzazione aziendale e la valutazione dei rischi nelle attività di barbiere ed estetista”.
Il documento, a cura dell’arch. Liviano Vaccari (S.P.I.S.A.L. ASL n. 3 Bassano del Grappa), è relativo ad attività formative proposte dal Centro Sviluppo Artigianato (Cesar).
Il documento, dopo una lunga introduzione sulla normativa, con riferimento al Decreto legislativo 81/2008, e sulla valutazione dei rischi, affronta alcuni specifici rischi correlati all’utilizzo di prodotti cosmetici.
In particolare i prodotti utilizzati dai parrucchieri “appartengono alla categoria dei cosmetici la cui produzione e vendita è regolamentata in Italia dalla legge 11 ottobre 1986 n. 713 e dagli aggiornamenti ad essa apportati nel corso degli anni”. E secondo l’articolo 1 si intendono per prodotti cosmetici le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori.
Ad esempio possiamo avere: tinture per capelli e decoloranti; prodotti per l’ondulazione, la stiratura e il fissaggio; prodotti per la messa in piega; prodotti per pulire i capelli (lozioni, polveri, shampoo); prodotti per mantenere capelli in forma (lozioni,creme, oli); prodotti per l’acconciatura dei capelli (lozioni, lacche, brillantine).
In particolare le tinture permanenti (o tinture ad ossidazione) si “ottengono mescolando in debite proporzioni due diverse preparazioni immediatamente prima dell’uso”. E tra “gli agenti potenzialmente pericolosi troviamo: acqua ossigenata in soluzione (agente ossidante), precursori del colore (sotto forma di gel, liquido o crema) e generalmente ammoniaca (agente alcalino) in concentrazione dell’1%. Tra i precursori del colore si possono citare: para-fenilendiammina, paratoluendiammina, para-amminofenolo, resorcinolo, pirogallolo e idrochinone”. E troviamo anche stabilizzanti (solfito di sodio, acido ascorbico, acido tioglicolico, …), solventi organici (etanolo, isopropanolo, glicole, …), tensioattivi, addensanti e essenze profumate.
Riportiamo brevemente anche qualche informazione su:
-tinture semipermanenti (o a colorazione diretta) che non contengono pertanto ammoniaca, né acqua ossigenata “ma solo coloranti appartenenti a varie classi chimiche tra cui azoici, antrachinoni, indofenoli, trifenilmetano”. “Anche le tinture a base di sostanze vegetali, generalmente innocue, possono contenere componenti (per esempio hennè) in grado di causare problemi di natura allergica in soggetti predisposti”;
-tinture metalliche: “impartiscono la colorazione mediante ossidi o solfuri di determinati metalli (argento, bismuto, piombo, ecc.) e si usano prevalentemente per conferire ai capelli bianchi una colorazione ‘progressiva’ tramite frequenti applicazioni. L’uso di alcuni di questi sali è stato vietato a causa della loro tossicità; alcuni prodotti contenenti nitrato d’argento e acetato di piombo in soluzioni riducenti (bisolfito di sodio) ed in miscela con altri sali, presentano comunque sempre un grado di tossicità non trascurabile: l’acetato di piombo è infatti una sostanza di elevata pericolosità per le donne in gravidanza per i possibili effetti dannosi sul feto”;
-decoloranti: la decolorazione richiede la miscelazione di più prodotti al momento dell’applicazione: “anche in questo caso sono presenti sostanze potenzialmente pericolose, quali agenti ossidanti” e sostanze acide e basiche utilizzate come coadiuvanti;
-prodotti per l’ondulazione, la stiratura e il fissaggio: il “permanentante” generalmente contiene ammoniaca, acido tioglicolico o suoi derivati in soluzione alcalina al 4-8 %. Il fissatore è costituito prevalentemente da acqua ossigenata o bromato di sodio al 1,5÷2%, mentre i prodotti per la stiratura dei capelli contengono ammoniaca libera e tioglicolato.

Dopo una breve rassegna delle misure e principi generali per la prevenzione dei rischi riportate dal D.Lgs. 81/2008, vengono fornite semplici misure di prevenzione dei lavoratori esposti:
– “cura delle mani prima, durante e dopo il lavoro;
– protezione delle mani durante il lavoro;
– pulizia degli strumenti, dei materiali e degli arredi;
– controllo caratteristiche del prodotto”.

In particolare le mani “devono essere protette dai guanti che verranno indossati solo per brevi periodi. Prima di indossare i guanti è consigliabile spalmare sulle mani una crema barriera che assicura una miglior protezione nel caso in cui si verifichi incidentalmente un passaggio di acqua o di piccole quantità del prodotto utilizzato”. E per avere una maggior superficie protetta “si consiglia l’uso guanti alti fino a coprire l’avambraccio”. In guanti devono poi essere indossati “solo su mani pulite ed asciutte e sostituiti in caso di rottura”.
Tuttavia “non tutti i tipi di guanti, comunque, offrono una adeguata protezione. L’utilizzo di alcuni, come quelli in lattice, è addirittura sconsigliato perché, oltre a fornire una protezione non totale e di breve durata, il lattice stesso è un potente allergizzante. I guanti in vinile o nitrile offrono invece una protezione migliore e ad oggi non vi sono evidenze di fenomeni allergici o di altre patologie causate da tali materiali”.

È poi importante:
– “lavare accuratamente con acqua i recipienti in cui è stata preparata la tintura o le altre soluzioni, gli utensili impiegati e tutte le superfici con cui i prodotti sono venuti a contatto nel corso delle preparazioni e delle applicazioni (lavabi, rubinetti, piani di lavoro, carrelli, ecc.);
-raccogliere i residui di polvere ossidante con un panno umido;
-pulire anche se apparentemente sulle superfici esposte non si notano visivamente tracce di sporco; la presenza di residui in minima quantità, pur non essendo, infatti, rilevabile ad occhio, può comunque essere fonte primaria di un processo di sensibilizzazione”.
In tutte le operazioni descritte “si impiegano dunque sostanze che anche in quantità molto piccola possono avere un notevole potere sensibilizzante sia per contatto cutaneo che per inalazione”.

Altreindicazioni per i lavoratori:
– “non fumare durante il lavoro per evitare che le sostanze tossiche eventualmente presenti vengano bruciate e quindi inalate;
– non mangiare sul posto di lavoro”.
E per la prevenzione ambientale:
– “dedicare alle fasi di preparazione delle tinture o dei decoloranti un’area separata dal resto del locale in modo da evitare dispersioni nell’ambiente circostante;
– utilizzare una “adeguata cappa aspirante in tale area contribuisce a ridurre l’esposizione agli eventuali agenti chimici aerodispersi;
– per la stessa ragione si raccomanda la sostituzione dei prodotti in polvere con prodotti in crema o liquidi in tutti i casi in cui ciò sia possibile”.

Il documento si sofferma poi sugli agenti biologici in merito ai “rischi connessi con l’esposizione (ingestione, contatto cutaneo, inalazione) a organismi e microrganismi patogeni o non, colture cellulari, endoparassiti umani, presenti nell’ambiente a seguito di emissione e/o trattamento e manipolazione”.

Queste, per concludere, alcune delle misure di prevenzione specifiche (contenute nel documento che vi invitiamo a visionare):
– adozione di misure di sicurezza per la manipolazione di materiali, biancheria infetti;
– adozione di misure per la manipolazione ed il trasporto di fluidi corporei e campioni;
– adozione di misure di protezione contro morsi o punture di animali;
– adozione di misure igieniche (pulizia, disinfezione, disinfestazione);
– adozione di misure di decontaminazione e di emergenza;
– provvedere con regolarità alla manutenzione dei sistemi di ventilazione, dei macchinari, degli impianti e delle aree di lavoro;
– raccolta, immagazzinamento e smaltimento dei rifiuti in sicurezza;
– informazione e formazione del personale”

Fonte: Punto sicuro

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