Il controllo dell’incendio secondo il nuovo codice di prevenzione incendi

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Il controllo dell’incendio secondo il nuovo codice di prevenzione incendi

20 dicembre 2016 , 0 Comments

Tutte le definizioni tecniche legate all’impiantistica necessaria per il controllo dell’incendio secondo il nuovo codice di prevenzione incendi, insieme ad indicazioni pratiche sui sistemi

Il nuovo codice di prevenzione incendi riporta precise indicazioni sulla gestione della sicurezza antincendio. La prevenzione degli incendi, il registro dei controlli, il piano per il mantenimento del livello di sicurezza e la preparazione all’emergenza.
Il controllo dell’incendio è una misura antincendio che ha come scopo l’individuazione dei presidi antincendio da installare nell’attività per la sua protezione:

  • di base;
  • finalizzata al controllo dell’incendio;
  • finalizzata alla completa estinzione.

I presidi antincendio considerati sono gli estintori d’incendio e gli impianti di protezione attiva contro l’incendio, quali la rete di idranti, gli impianti manuali o automatici di controllo o di estinzione, ad acqua e ad altri agenti estinguenti.
Gli estintori di incendio e gli impianti di protezione attiva devono essere progettati, realizzati e mantenuti a regola d’arte secondo quanto prescritto dalle specifiche regolamentazioni, dalle norme di buona tecnica e dalle istruzioni fornite dal fabbricante.
Gli impianti devono essere progettati, realizzati e mantenuti a regola d’arte secondo quanto prescritto dalle specifiche regolamentazioni, dalle norme di buona tecnica e dalle istruzioni fornite dal fabbricante”.
Il D.M. 3 agosto 2015 ci ricorda il significato di regola d’arte, in particolare nella sezione G.1.14 al comma 16 si ribadisce intesa come “lo stadio dello sviluppo raggiunto in un determinato momento storico dalle capacità tecniche relative ai prodotti, processi o servizi, basato su comprovati risultati scientifici, tecnologici e sperimentali. Fermo restando il rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari applicabili, la presunzione di regola dell’arte è riconosciuta, di prassi, alle norme adottate da Enti di normazione nazionali, europei o internazionali”.

Il Codice riporta le seguenti definizioni in merito alla protezione attiva:

Impianto o sistema di protezione attiva contro l’incendio
Impianto di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio, impianto di estinzione o controllo dell’incendio di tipo automatico o manuale ed impianto di controllo del fumo e del calore.

Impianto di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio (IRAI)
Impianto in grado di rivelare un incendio quanto prima possibile e di lanciare l’allarme al fine di attivare le misure antincendio tecniche (impianti automatici di controllo o estinzione dell’incendio, compartimentazione, evacuazione dei fumi e del calore, …) e procedurali (piano e procedure di emergenza e di esodo) progettate e programmate in relazione all’incendio rivelato ed all’area ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all’intera attività sorvegliata. Tale impianto può comprendere i sistemi di diffusione vocale degli allarmi in emergenza.

Sistema per l’evacuazione di fumo e calore( o impianto di controllo del fumo e del calore) (SEFC)
Sistema o impianto destinato ad assicurare, in caso di incendio, l’evacuazione controllata dei fumi e dei gas caldi.

Rete di idranti (RI)
Impianto di estinzione dell’incendio, a funzionamento manuale, progettato per contrastare gli effetti dell’incendio, in grado di erogare acqua da appositi apparecchi di erogazione.

Apparecchio di erogazione della rete di idranti (o erogatore)
Dispositivo antincendio, permanentemente collegato ad un sistema di tubazioni fisse, utilizzato per l’erogazione idrica, quali: idrante a colonna soprasuolo, idrante sottosuolo, idrante a muro e naspo.

Attacco di mandata per autopompa
Dispositivo costituito almeno da una valvola di intercettazione ed una di non ritorno, dotato di uno o più attacchi unificati per tubazioni flessibili antincendio. Svolge la funzione di alimentazione idrica sussidiaria dell’impianto.

Estintore d’incendio (o estintore)
Apparecchio contenente un agente estinguente che può essere espulso per effetto della pressione interna e diretto su un incendio.

Capacità estinguente di un estintore (o capacità estinguente)
Sigla alfanumerica indicante la capacità di un estintore di spegnere fuochi standard in condizioni stabilite dalla norma di prova, caratterizzandone la prestazione antincendio convenzionale dello stesso.

Capacità estinguente totale
Somma delle capacità estinguenti della stessa classe di due o più estintori posti a protezione di un compartimento o di una sorgente di rischio specifico.

Sistema di allarme vocale per scopi di emergenza (EVAC)
Impianto destinato principalmente a diffondere informazioni vocali per la salvaguardia della vita durante un’emergenza.

Specifica d’impianto
Documento di sintesi dei dati tecnici che descrivono le prestazioni dell’impianto di protezione attiva contro l’incendio , le sue caratteristiche dimensionali (es. portate specifiche, pressioni operative, caratteristiche e durata dell’alimentazione dell’agente estinguente, estensione dettagliata dell’impianto, …) e le caratteristiche dei componenti da impiegare nella sua realizzazione (es. tubazioni, erogatori, sensori, riserve di agente estinguente, aperture di evacuazione, aperture di afflusso, …). La specifica comprende il richiamo della norma di progettazione che si intende applicare, la classificazione del livello di pericolosità, ove previsto, lo schema a blocchi e gli schemi funzionali dell’impianto che si intende realizzare, nonché l’attestazione dell’idoneità in relazione al pericolo di incendio presente nell’attività.

Modifica sostanziale dell’impianto
Trasformazione della tipologia originale dell’impianto di protezione attiva contro l’incendio o ampliamento della sua dimensione tipica oltre il 50% dell’originale, ove non diversamente definito da specifica regolamentazione o norma.

Tipologia originale dell’impianto
Natura dell’impianto di protezione attiva contro l’incendio o dell’agente estinguente utilizzato.
Dimensione tipica dell’impianto

  • per la rete idranti si applica quanto riportato dalla norma adottata dall’Ente di normazione nazionale;
  • per gli impianti di rivelazione ed allarme incendio s’intende il numero di rivelatori automatici o di punti di segnalazione manuale;
  • per gli impianti di estinzione o controllo si intende il numero di eroga-tori;
  • per gli impianti di estinzione di tipo speciale (ad esempio estinguenti gassosi, schiuma, polvere, ecc.) si intende la quantità di agente estinguente;
  • per gli impianti di controllo del fumo e del calore si intende la superficie utile totale di evacuazione per i sistemi di evacuazione naturale e la portata volumetrica aspirata per i sistemi di evacuazione forzata.

Progetto dell’impianto
Insieme dei documenti indicati dalla norma assunta a riferimento per la progettazione di un nuovo impianto di protezione attiva contro l’incendio o di modifica sostanziale di un impianto esistente. Il progetto deve includere, in assenza di specifiche indicazioni della norma, almeno gli schemi e i disegni planimetrici dell’impianto, nonché una relazione tecnica comprendente i calcoli di progetto, ove applicabili, e la descrizione dell’impianto, con particolare riguardo alla tipologia ed alla caratteristica dei materiali e dei componenti da utilizzare ed alle prestazioni da conseguire.

Manuale d’uso e manutenzione dell’impianto
Documentazione, redatta in lingua italiana, che comprende le istruzioni necessarie per la corretta gestione dell’impianto di protezione attiva contro l’incendio e per il mantenimento in efficienza dei suoi componenti. Le istruzioni sono predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto, anche sulla base dei dati forniti dai fabbricanti dei componenti installati.
Nel codice per la strategia S.6 in esame sono previsti 5 livelli di prestazione.

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Il D.M. 3 agosto 2015 effettua una classificazione degli incendi ed estinguenti, definita secondo la natura del combustibile, che non prevede una classe particolare per gli incendi in presenza di un rischio dovuto all’elettricità.

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La norma ricorda poi che le classi di incendio estinguibili dai dispositivi “sono sempre indicate con appropriati pittogrammi definiti dalla regola dell’arte”. E nel caso di incendi coinvolgenti impianti o apparecchiature elettriche sotto tensione, “la scelta di estinguenti o mezzi di lotta contro l’incendio, deve essere effettuata a seguito di valutazione del rischio di elettrocuzione cui potrebbe essere sottoposto l’utilizzatore durante le operazioni di estinzione. La possibilità di utilizzare mezzi manuali di lotta all’incendio sulle apparecchiature elettriche sotto tensione, compresi i limiti di impiego, devono essere chiaramente indicati sulla etichettatura del mezzo manuale individuato”.

Ogni presidio antincendio viene definito in funzione della valutazione del rischio incendio dell’attività.
L’installazione del numero di estintori, quindi l’attuazione della protezione di base, è calcolato sulla base della classe richiesta e della superficie del piano (incendi di classe A) o del compartimento dell’attività (incendi di classe B).

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Rimandando ad una lettura completa della norma D.M. 3 agosto 2015 “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139”, riportiamo alcune indicazioni relative agli estintori d’incendio:

  • l’estintore è un presidio elementare complementare alle altre misure di protezione attiva e di sicurezza in caso d’incendio;
  • la capacità estinguente di un estintore, determinata sperimentalmente, indica la prestazione antincendio convenzionale dello stesso;
  • l’ impiego di un estintore è riferibile solo ad un principio d’incendio e l’entità della capacità estinguente ad esso associata fornisce un grado comparativo della semplicità nelle operazioni di estinzione;
  • esistono altri aspetti che contraddistinguono gli estintori: il peso o la capacità, connesse alla carica di estinguente, e la dielettricità del getto, connessa alla natura dell’estinguente. informazioni su caratteristiche usualmente indesiderate del getto, come tossicità, residui e temperature pericolose, completano il quadro necessario per l’individuazione dell’estintore più appropriato;
  • la carica degli estintori non può essere superiore a 6 kg o 6 litri; estintori con cariche superiori sono utilizzabili solo negli ambienti destinati ad attività di processo non accessibili al pubblico se non permanentemente accompagnato;
  • gli estintori idonei per solventi polari riportano sull’etichetta l’espressione ‘adatti anche per l’uso su solventi polari’ immediatamente al di sotto dei pittogrammi rappresentanti i tipi di incendio;
  • gli estintori a polvere e gli estintori a biossido di carbonio sono considerati idonei per l’intervento sui solventi polari;
  • gli estintori carrellati sono utilizzabili in aree ampie, prive di ostacoli alla movimentazione, in assenza di scalini e senza percorsi vincolati. Nell’attività dotata di estintore carrellato devono essere disponibili almeno due operatori antincendio addestrati all’utilizzo.

Alcune indicazioni sulle reti di idranti:

  • le reti di idranti (RI) comprendono i seguenti componenti principali: alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, preferibilmente chiuse ad anello, ad uso esclusivo; attacchi di mandata per autopompa; valvole; apparecchi erogatori;
  • le RI non devono essere installate nelle aree in cui il contatto con acqua possa costituire pericolo o presentare controindicazioni;
  • nel caso in cui la rete di idranti sia utilizzata insieme con altri sistemi antincendio di protezione attiva (es. sprinkler) deve essere garantito il corretto funzionamento di tutti i sistemi antincendio presenti.

Alcune indicazioni sui sistemi sprinkler:

  • i sistemi sprinkler (SPK) sono impianti antincendio automatici in grado di erogare acqua secondo appropriate configurazioni. Essi sono progettati per rilevare la presenza di un incendio ed estinguerlo nello stadio iniziale, oppure per tenere sotto controllo l’incendio così che l’estinzione possa essere completata con altri mezzi;
  • i sistemi sprinkler comprendono i seguenti componenti principali: alimentazione idrica; rete di tubazioni fisse, principali e terminali; stazione di controllo e allarme; valvole; erogatori sprinkler;
  • gli erogatori sprinkler funzionano a temperature predeterminate per scaricare l’acqua sopra le parti interessate dell’area sottostante. La loro temperatura di funzionamento è in genere selezionata perché si adatti alle ordinarie condizioni di temperatura dell’ambiente di installazione garantendone quindi l’attivazione solo in prossimità dell’incendio;
  • i sistemi sprinkler non devono essere installati nelle aree in cui il contatto con acqua possa costituire pericolo o presentare controindicazioni;
  • la presenza di un sistema sprinkler non esclude l’eventuale necessità di altri mezzi di estinzione degli incendi. In caso di contemporanea presenza di sistemi sprinkler e sistemi antincendio diversi (es. rete di idranti, sistemi per il controllo di fumo e calore, …) deve essere garantito il corretto funzionamento di tutti i sistemi antincendio presenti, evitando interferenze sia nell’attivazione dell’impianto che in quella di estinzione.

Alcune indicazioni su altre tipologie impiantistiche:

  • tra i sistemi automatici di controllo o estinzione dell’incendio “si annoverano quelli che basano il loro funzionamento su agenti estinguenti di tipo gassoso, ad aerosol, a polvere, a schiuma o ad acqua nebulizzata o frazionata, a diluvio. Fra i sistemi automatici di controllo o estinzione dell’incendio, rientrano anche gli impianti a deplezione (riduzione della concentrazione) di ossigeno.
  • Nella scelta delle tipologie impiantistiche si deve tener conto dell’eventuale incompatibilità degli agenti estinguenti con il materiale presente nell’attività.

Principali riferimenti delle norme e documenti tecnici:

  • ISO/TS 11602-1 “Fire protection – Portable and wheeled fire extinguishers – Part 1: Selection and installation”;
  • BS 5306-8 “Fire extinguishing installations and equipment on premises. Selection and positioning of portable fire extinguishers. Code of practice”;
  • BS 5306-0 “Fire protection installations and equipment on premises. Guide for selection of installed systems and other fire equipment”;
  • UNI 10779 “Impianti di estinzione incendi – Reti di idranti – Progettazione, installazione ed esercizio”;
  • UNI EN 12845 “Installazioni fisse antincendio – Sistemi automatici a sprinkler – Progettazione, installazione e manutenzione”;
  • UNI EN 15004-1 “Installazioni fisse antincendio – Sistemi a estinguenti gassosi – Parte 1: Progettazione, installazione e manutenzione”;
  • UNI EN 12416-2 “Sistemi fissi di lotta contro l’incendio – Sistemi a polvere – Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione”;
  • UNI EN 13565-2 “Sistemi fissi di lotta contro l’incendio – Sistemi a schiuma
  • Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione”;
  • UNI CEN/TS 14816 “Installazioni fisse antincendio – Sistemi spray ad acqua – Progettazione, installazione e manutenzione”;
  • UNI CEN/TS 14972 “Installazioni fisse antincendio – Sistemi ad acqua nebulizzata – Progettazione e installazione”;
  • UNI/TS 11512 “Impianti fissi di estinzione antincendio – Componenti per impianti di estinzione a gas – Requisiti e metodi di prova per la compatibilità tra i componenti”;
  • UNI ISO 15779 “Installazioni fisse antincendio – Sistemi estinguenti ad aerosol condensato – Requisiti e metodi di prova per componenti e progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi – Requisiti generali”.
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