Il supersalmone: in vendita il primo animale OGM per l’alimentazione umana

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Il supersalmone: in vendita il primo animale OGM per l’alimentazione umana

30 agosto 2017 , 0 Comments
Il supersalmone arriva sulle tavole dei canadesi. Via libera definitivo alla commercializzazione del primo animale geneticamente modificato per l’alimentazione umana.

Dopo 25 anni, il momento tanto atteso da alcuni e temuto da molti è arrivato: il supersalmone Aquabounty, geneticamente modificato (GM) e grosso il doppio della media, è arrivato sulle tavole dei canadesi, aspettando di conquistare anche quelle degli statunitensi. Dopo la prima autorizzazione del 2016 le autorità sanitarie di Ottawa hanno infatti dato il via libera definitivo alla commercializzazione e l’azienda basata in Massachusetts ha annunciato di aver venduto i primi 4.533 chilogrammi di salmone a clienti rimasti anonimi, al prezzo di 5,30 dollari a libbra (0,45 chilogrammi).

Il salmone GM è il risultato di una modifica di quello atlantico, in cui è stato inserito il gene dell’ormone della crescita di un’altra specie di salmone, oltre a un secondo gene, anch’esso di un pesce, che assicura i necessari fattori di regolazione genica: l’insieme delle modifiche consente all’animale di produrre costantemente piccole quantità di ormone della crescita, e di raggiungere così la piena maturità nella metà del tempo rispetto alla specie d’origine, arrivando a un peso doppio.

salmone

Il salmone GM raggiunge la maturità in metà del tempo rispetto alla specie di origine

I primi pesci GM sono stati sviluppati a partire dal 1989, e le prime autorizzazioni richieste nel 1995, ma poi tutto si è impantanato nella burocrazia della Food and Drug Administration che, trovandosi di fronte a una richiesta inedita, non aveva norme di riferimento cui appellarsi per prendere una decisione; i primi pronunciamenti sono arrivati nel 2010 per quanto riguarda la sicurezza al consumo, e nel 2012 per l’impatto sull’ambiente. Poi nel 2015 la svolta, con il via libera apparentemente non vincolato e seguito, dopo sei mesi, dalla stessa decisione da parte delle autorità canadesi.

Negli Stati Uniti, però, ricorda Nature in un articolo dedicato alla prima assoluta di un animale geneticamente modificato da mangiare, ci sono state molte proteste per l’assenza nelle indicazioni dell’obbligo di segnalazione in etichetta. Di fatto tutto si è di nuovo bloccato, anche perché alcune proposte associate alla legge di bilancio 2017 impediscono alla FDA di rilasciare l’autorizzazione finale fino a quando non saranno messi a punto gli strumenti opportuni per rendere il consumatore informato.

Associazioni ambientaliste e dei consumatori americane sono contrarie all’arrivo sul mercato USA del salmone GM

Anche quando ciò avverrà, comunque, non è detto che il supersalmone riesca ad arrivare nei supermercati USA, perché molte associazioni di ambientalisti e di semplici consumatori, tra i quali il Center for Food Safety, affermano che la FDA ha concesso il via libera senza che via siano prove sufficienti sulla sicurezza del prodotto.

D’altro canto, diverse aziende stanno lavorando sulla produzione di animali geneticamente modificati per il consumo umano e seguono con trepidazione questa lunghissima vicenda. Tra queste una delle più avanti è la AgGenetics, spin off della Vanderbildt University di Nashville, in Tennessee, che sta sperimentando bovini da carne e da latte. L’azienda si è limitata a sottolineare che, qualora vi fossero nuovi blocchi, tutto il settore ne risentirebbe pesantemente.

Al momento il salmone GM cresce in una piccola factory a Panama in apposite vasche a terra, per evitare che qualche esemplare, pur essendo sterile, sfuggendo possa andare ad alterare l’ecosistema marino, e per limitare il rischio di infezioni. Ma Aquabounty progetta di costruire un allevamento anche nell’isola canadese di Prince Edward e, in seguito, in Indiana, ad Albany.

Fonte: IlFattoAlimentare

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