Imparare dagli errori: il rischio di esplosione di polveri di alluminio

Imparare dagli errori: il rischio di esplosione di polveri di alluminio

26 ottobre 2011 , 0 Comments

Alcuni incidenti relativi ad attività industriali dove si effettuano lavorazioni con aerodispersione e/o produzione di polveri di alluminio. Le dinamiche degli incidenti, le caratteristiche dell’alluminio, le indicazioni per la prevenzione.

Il primo caso è relativo ad un incidente avvenuto in uno stabilimento di media dimensione dove si effettua esclusivamente la finitura superficiale di caldaie e raccoglitori in alluminio.
Lo stabilimento è “caratterizzato da un elevato grado di automazione, in quanto dotato di tre giostre a sei teste equipaggiate con caricatori automatici per la finitura a nastro e/o mola lamellare. Per ogni punto di lavorazione vi sono due punti di captazione delle polveri con bocche a becco di flauto, dotate di valvola a farfalla per l’esclusione del ramo eventualmente inutilizzato. L’ impianto di captazione convoglia la polvere dai punti di raccolta a un unico collettore in tubo di acciaio inossidabile a giunti graffati di grandi dimensioni nel quale confluiscono i rami provenienti dalle singole macchine. Il collettore conduce la sospensione gas-solido a un abbattitore ad umido dotato di tubo Venturi, modello rotoclone. Dal rotoclone l’aria depurata è prelevata per mezzo di un ventilatore centrifugo e inviata in atmosfera attraverso un camino”.

Veniamo all’incidente che avviene un venerdì pomeriggio: una violentissima esplosione si verifica quando alcune delle macchine molatrici non sono più in funzione e sono in corso le operazioni di pulizia dell’unica giostra racchiusa da una cabina d’insonorizzazione.
Questi i danni e gli infortuni:
– “distruzione totale dell’impianto di captazione polveri;
– disassemblaggio dei giunti graffati del collettore principale;
– squarcio della camera d’ingresso del lavatore a umido;
– disassemblaggio del collettore tra lavatore a umido e ventilatore;
– abbattimento del camino;
– estesi danni da incendio nel reparto, localizzati in prossimità delle bocche di captazione a bordo delle macchine operatrici;
– abbattimento di parte della cabina d’insonorizzazione che circondava la giostra;
– abbattimento del capannone nel quale erano situate le macchine smerigliatrici e i collettori, con caduta delle capriate e, di conseguenza, del tetto, rottura dei pilastri in calcestruzzo armato a sostegno di una parete, abbattimento di buona parte delle pareti;
– nel corso dell’evento, a seguito delle ustioni riportate, è deceduto l’operatore che effettuava la pulizia della giostra insonorizzata”.
La prevenzione
È necessario ricordare che la polvere di alluminio, se il materiale è finemente suddiviso, brucia con facilità.
Infatti già l’ alluminio è un metallo particolarmente ossidabile, se poi è suddiviso in piccole particelle “l’ossidazione superficiale interessa un quantitativo di materiale molto più elevato”. Inoltre, “essendo la massa delle particelle piccola, il calore sviluppato dalla reazione non è disperso e la temperatura delle particelle aumenta notevolmente. Questo provoca anche un incremento della velocità di reazione che può avere decorso esplosivo”. Ed è “generalmente riconosciuto che il rischio d’esplosione per le polveri d’alluminio è estremamente elevato soprattutto se le dimensioni delle particelle sono molto piccole, perché in questo caso l’energia minima d’innesco è molto ridotta”.

Fonte: Punto sicuro

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