Imprese di pulizia: l’uso in sicurezza delle attrezzature di lavoro

Imprese di pulizia: l’uso in sicurezza delle attrezzature di lavoro

8 aprile 2010 0 Comments

I rischi relativi all’uso delle attrezzature di lavoro per gli addetti alle pulizie: i principali pericoli in relazione ai singoli attrezzi, i disturbi muscoloscheletrici, due casi di studio nella prevenzione dei danni e una lista di controllo.
Abbiamo affrontato nei giorni scorsi, attraverso alcuni documenti pubblicati dall’Agenzia Europea per la sicurezza e salute sul lavoro (EU-OSHA), una disamina dei problemi di sicurezza nelle imprese di pulizia. Imprese che nella maggior parte dei casi sono di piccole dimensioni, con addetti che possono lavorare nei locali del proprio datore di lavoro o operare in un luogo gestito da terzi e possono dipendere da servizi pubblici, da imprese private o essere lavoratori autonomi. Imprese con una fluttuazione del personale generalmente elevata, a causa di un livello elevato di lavoro temporaneo e di contratti brevi a tempo determinato.

In relazione a queste caratteristiche, che si traducono spesso in un aumento dei rischi professionali, riprendiamo a parlare di sicurezza in questo comparto soffermandoci sul contenuto di un altro documento dell’Agenzia europea: “E-fact n.38: Attrezzature di lavoro, strumenti e addetti alle pulizie”.

In questo documento, che si concentra sulla prevenzione dei danni ai lavoratori che svolgono “pulizie generali”, ci si sofferma in modo particolare sugli incidenti relativi alle attrezzature di lavoro.

Infatti gli addetti alle pulizie usano “un’ampia gamma di attrezzature tra cui scope, spazzole, secchi, strofinacci per la polvere, stracci, macchine a dischi rotanti, pulitori a vapore, scalette, scale, lavapavimenti, asciugapavimenti, aspirapolvere e aspiraliquidi”.
Vediamo quali sono i principali pericoli in relazione ai singoli attrezzi:

– “spazzoloni e spazzole: estensione eccessiva, posizioni scorrette, movimenti ripetitivi, scivoloni e cadute durante il lavaggio dei pavimenti, pericoli chimici derivanti da soluzioni per la pulizia, inalazione di polvere quando si spazza;
– secchi: scivoloni e cadute, manipolazione manuale-sollevamento di carichi pesanti;
– scale e scalette: estensione eccessiva, cadute dall’alto, manipolazione manuale;
– stracci e strofinacci per la polvere: estensione eccessiva, posizioni scorrette, movimenti ripetitivi, pericoli chimici–esposizione a lucidanti e soluzioni di pulizia, inalazione di polvere quando si spolvera a secco;
– lucidatrici e lavapavimenti a dischi rotanti: estensione eccessiva, movimenti ripetitivi, sforzi, vibrazione, scivoloni–quando si usano queste macchine per la pulizia a umido, cadute-cavi flessibili, pericoli chimici dovuti a soluzioni di pulizia, manipolazione manuale–l’attrezzatura può essere pesante e scomoda da trasportare all’interno di un edificio o da un posto all’altro, scossa elettrica;
– aspirapolvere: posizioni scorrette, spingere/tirare, movimenti ripetitivi, cadute – cavi flessibili, rumore, inalazione di polvere durante lo svuotamento, scossa elettrica;
– pulitori a vapore: posizioni scorrette, movimenti ripetitivi, cadute – cavi flessibili, ustioni da vapore, scosse elettriche”.

Alcune ricerche hanno mostrato che i disturbi muscoloscheletrici sono la principale causa di assenza dal lavoro tra gli addetti alle pulizie.
Infatti il lavoro di pulizia è “fisicamente impegnativo e ad alta intensità di manodopera”: circa “l’80% delle pulizie sono svolte manualmente usando strumenti non motorizzati; per esempio, fare la polvere, spazzare e lavare i pavimenti”.
Tutti i movimenti necessari per questi compiti generano un carico elevato sugli arti inferiori e contribuiscono alla comparsa dei disturbi muscoloscheletrici (DMS).
I sintomi di DMS possono presentarsi all’improvviso o possono arrivare in modo graduale; tra i “sintomi iniziali rientrano:
– formicolio e torpore;
– dolori diffusi;
– spasmi muscolari;
– gonfiore e indolenzimento”.
Senza dimenticare che “casi gravi di DMS possono provocare un’invalidità permanente”.
Per questo motivo il personale deve riferire i sintomi appena possibile per ricevere un trattamento medico tempestivo, ottenere un miglioramento delle condizioni lavorative e poter tornare al lavoro “senza correre il rischio che il problema si ripresenti”.

Il documento, che affronta anche il problema della valutazione del rischio in questo comparto, riporta due casi studio nella prevenzione dei danni.

Il primo è relativo ad addetti alle pulizie che “dovevano lavare i pavimenti per circa due ore al giorno in ambienti diversi (per esempio, corridoi, cucine, docce e bagni)”.
Il problema, in questo caso, era costituito dal fatto che spesso “gli addetti alle pulizie di statura più alta riferivano al loro rappresentante della salute e della sicurezza dolori alle spalle e alla schiena” e collegavano questi problemi ai “piegamenti del dorso necessari per lavare i pavimenti, per esempio per pulire sotto tavoli e sedie, o semplicemente ai movimenti che compivano lavando”.
Nella valutazione del rischio per questi addetti sono stati indicati i seguenti problemi:
– piegandosi per pulire sotto i mobili, si protendevano molto in avanti (in alcuni casi si protendevano per oltre 40 cm);
– dovevano allungarsi per raggiungere alcuni punti scomodi;
– spesso dovevano assume posizioni scorrette delle spalle;
– usando lo spazzolone ruotavano il tronco.
La soluzione adottata è molto semplice: “agli addetti alle pulizie più alti sono stati dati spazzoloni con manici più lunghi”, così da svolgere le loro mansioni con più facilità: “l’utilizzo di un manico lungo 1,5 m anziché 1,2 m ha permesso ai lavoratori di mantenere una posizione più eretta durante l’attività lavorativa”.
A fronte di un costo solo leggermente più elevato per i manici si è avuta un’attenuazione dei dolori alla schiena.
E la stessa strategia di prevenzione può adattarsi alle problematiche dei lavoratori di statura più bassa, che al contrario avrebbero bisogno di uno spazzolone con un manico più corto:
“una soluzione alternativa sarebbe quella di fornire spazzoloni con manici allungabili, che sono già disponibili in commercio”.

Il secondo caso è relativo ad addetti alle pulizie, che effettuano quotidiane operazioni di levigatura dei pavimenti in alcuni grandi magazzini e che lamentano “formicolio alle mani e intorpidimento e pallore delle dita”: i “classici sintomi della sindrome da vibrazione mano-braccio”.
Un ispezione delle attrezzature ha messo in rilievo che alcune parti delle macchine erano usurate e si è pensato che “il fastidio degli addetti alle pulizie fosse dovuto alla vibrazione delle macchine”.
Sono state valutate diverse soluzioni e si è deciso di “attuare un programma di manutenzione comprendente un’ispezione e manutenzione periodica dell’attrezzatura, nonché la sostituzione delle macchine più vecchie”.
Ma non solo: è stato introdotto anche un “sistema per la segnalazione dei problemi delle attrezzature, per poter rapidamente comunicare agli addetti alle pulizie quando l’attrezzatura sarà sottoposta a manutenzione, riparata o sostituita”.
Il risultato è stata la riduzione dell’incidenza della sindrome da vibrazione mano-braccio e un miglioramento generale della sicurezza nell’azienda.

Ricordiamo infine che nella parte finale del documento, che vi invitiamo a visionare, è raccolta una lista di controllo che evidenzia alcune delle questioni fondamentali inerenti al settore degli addetti alle pulizie.

Fonte: Punto Sicuro

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