INAIL: 618 morti sul lavoro 2016 (-12,7%), nuovo minimo storico

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INAIL: 618 morti sul lavoro 2016 (-12,7%), nuovo minimo storico

Complice la crisi economica e il miglioramento delle politiche di prevenzione le denunce di incidenti mortali sul lavoro sono scese a 1.104 nel 2016 (erano 1.364 cinque anni fa), nuovo minimo storico in base alle serie storiche comparabili (dal 2008). Rispetto alle denunce, secondo la Relazione annuale Inail 2016 presentata oggi a Montecitorio dal presidente Massimo De Felice, «gli infortuni accertati “sul lavoro” sono 618», di cui 332, il 54% “fuori dall’azienda”. Anche considerando incidenti “on the job” i 34 casi ancora in istruttoria, gli episodi mortali sarebbero «in calo del 12,7% rispetto l 2015 e di circa il 25% rispetto al 2012». In positivo anche il risultato finanziario. Riferendosi ai dati di pre-consuntivo del 2016 – ha spiegato De Felice, ci sono state «entrate per 10,877 miliardi»,e uscite per 9,400 miliardi, con un saldo positivo».per 1,477 miliardi.

Denunce infortuni stabili a 642mila (-14% sul 2012)
In termini di infortuni, la relazione registra per il 2016 642mila denunce (+0,66% rispetto all’anno precedente, il 14% in meno rispetto al 2012). Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco piu’ di 419mila, di cui circa il 19% «fuori dell’azienda» (con mezzo di trasporto o “in itinere” spiega l’Istituto). Il dato ‘fuori azienda’, si sottolinea nel Rapporto, «è rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione». Gli infortuni registrati dall’Istituto hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità, con costo a carico dell’Inail; in media 84 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione, circa 21 giorni in assenza di menomazione.

Ispezioni mirate: irregolare il 90% delle imprese controllate
Se migliorano le statistiche degli incidenti mortali registrati dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, più opaco è il quadro dei controlli e dell’adeguamento delle aziende alle prescrizioni antinfortunistiche. Ben l’87,6% delle imprese controllate dall’Inail nel 2016 sono risultate infatti irregolari, grazie all’ottimo risultato della procedura di “business intelligence”, una strategia che permette indagini mirate, concentrando le risorse disponibile per gli accertamenti sui casi a rischio invece che distogliere energie laddove la probabilità di violazioni è bassa o pressoché nulla. In tutto nel 2016, i controlli Inail hanno interessato 20.876 aziende, seguiti dalla regolarizzazione di 57.790 lavoratori, di cui 52.783 irregolari e 5.007 “in nero”.

Fonte: IlSole24Ore

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