La Pianura padana è fra le aree più inquinate d’Europa

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La Pianura padana è fra le aree più inquinate d’Europa

Quanto a polveri sottili i milanesi sono i più esposti in Italia, con Piemonte e Lombardia che superano praticamente tutto il resto del continente

A voler capire qual è lo stato dell’aria che respiriamo ogni giorno, una mappa dell’Europa sembrerebbe tutto sommato piatta e senza enormi variazioni di colore, ma con una grande eccezione e tutta italiana: la Pianura padana. Quella, infatti, è secondo alcune metriche fra le aree più inquinate del continente, almeno per quanto riguarda le polveri sottili – note anche come Pm 2,5, a indicare particelle di diametro inferiore a 2,5 micrometri.

Per capire in dettaglio come, dove e quanto, possiamo ricorrere ai numeri dell’Ocse i quali mostrano a che quantità di polveri sottili sono esposti, in media, gli abitanti di tutte le principali città d’Europa. La differenza fra il Nord Italia e il resto d’Europa non potrebbe essere più evidente. Lì troviamo un’esposizione media doppia e in alcuni casi quasi tripla, rispetto alle altre grandi città o anche in confronto al sud Italia, con Milano che nel 2015 è risultata la peggiore in assoluto.

Questo, va ricordato, non significa che i valori nelle altre città europee o italiane vadano tutti bene, perché anche un’esposizione minore può avere conseguenze sulla salute, ma quello del settentrione è senza dubbio il caso più grave e urgente.

Per trovare valori simili o superiori a quelli medi italiani, d’altra parte, bisogna abbandonare l’Europa centrale e andare decisamente a est, per esempio in Polonia, Ungheria o Repubblica ceca. Esiste però una differenza fondamentale, che troviamo nel come come l’esposizione si distribuisce sui cittadini.

In media nell’est troviamo valori più elevati un po’ ovunque, così che buona parte degli abitanti di quelle aree sono esposti a quantità importanti di polveri sottili. In Italia invece c’è molta disuguaglianza fra una regione e l’altra, e le polveri sottili sembrano affliggere in particolare Lombardia e Piemonte, rendendole le aree più inquinate d’Europa praticamente a pari merito con una regione nel sud della Polonia.

Il meridione è senz’altro colpito meno, ma lì l’esposizione resta comunque maggiore che rispetto a tante zone di Germania, Francia o Spagna.

Quando invece cerchiamo di stabilire se le cose stanno migliorando oppure no troviamo buone e cattive notizie. La migliore è senz’altro che per diverso tempo l’esposizione media degli italiani alle polveri sottili si è ridotta, passando da 19-20 microgrammi per metro cubo a circa 16. Eppure proprio negli ultimi anni della rilevazione, fra 2014 e 2015, gli studi hanno trovato una nuova crescita che sembra aver riportato l’esposizione dov’era un tempo. Proprio i numeri del 2015, ricorda l’OCSE stesso, sono stime e vanno presi con più cautela rispetto a quelli precedenti.

Prendendo intervalli regolari di sei anni, il doppio cambio di passo emerge chiaramente. Nel 1999 tante città italiane raggiungono e spesso superano la media di 30 microgrammi per metro cubo, mentre nel 2007 ne troviamo diverse intorno a 20 o poco più. E tuttavia nel 2015 torniamo praticamente al punto di partenza.

Fonte: Wired

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