Nuovo Codice degli Appalti: la soddisfazione delle società di ingegneria

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Nuovo Codice degli Appalti: la soddisfazione delle società di ingegneria

L’Oice plaude al testo del nuovo Codice degli appalti e dei contratti pubblici approvato dal CdM. Tra le molte richieste soddisfatte, avanzate dalle società di ingegneria, l’abolizione dell’incentivo ai progettisti interni alla Pa e le limitazioni sugli appalti integrati.

Sono particolarmente soddisfatte le società di ingegneria per l’attesa approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, del nuovo Codice dei contratti pubblici. “Rappresenta un fondamentale punto di svolta dell’assetto normativo del nostro settore” dichiara Gabriele Scicolone, il presidente dell’Oice, l’associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, che rivendica molte delle novità introdotte nel testo e richieste a livello di comparto da molti anni: l’abolizione dell’incentivo del 2% per la progettazione interna alla P.A., la regola che si affidano i lavori sul progetto esecutivo, il divieto di prezzo più basso per i servizi di ingegneria e architettura, la limitazione dell’appalto integrato e il divieto di affidare contratti sulla base del progetto preliminare. “Tutto questo”, afferma Scicolone, “creerà più mercato per il nostro settore, più trasparenza nei rapporti con le stazioni appaltanti e maggiore chiarezza dei ruoli dal lato degli operatori economici”.

Positivo il giudizio, in particolare, sulle correzioni apportate al testo a seguito dei pareri delle commissioni parlamentari. “Il testo che abbiamo potuto esaminare – afferma il Presidente dell’Oice – contiene anche le ultime richieste che avevamo formulato al Parlamento e al Governo per quel che concerne il contenimento degli affidamenti a trattativa privata, che si volevano estendere fino alla soglia dei 209.000 euro e che invece sono stati riportati all’attuale limite dei 100.000: si è evitato un danno enorme in termini di concorrenza, trasparenza ed economicità degli affidamenti. Molto bene anche l’introduzione della norma che agevola la costituzione di società di ingegneria nella partecipazione alle gare per i primi cinque anni di vita, così come la gradualità nell’approccio al BIM, senza infine dimenticare l’eliminazione delle cauzioni provvisorie per i progettisti”. Solo una nota negativa, per l’Oice: e cioè che “non sia stata recepita l’importante e da noi sollecitata indicazione sull’obbligo di applicare il d.m. parametri a tutela di una corretta stima dei corrispettivi per le gare di progettazione e di servizi di ingegneria”.

“Il testo – continua Scicolone – conferma il ruolo fondamentale assegnato ad Anac, a partire dalle linee guida che devono adesso essere varate al più presto per evitare problemi interpretativi nella fase transitoria, che avrà anche il compito di svolgere una funzione moralizzatrice importante nella fase di aggiudicazione delle gare, attraverso l’albo dei commissari di gara, e nella preparazione degli atti di gara mettendo a punto bandi e contratti-tipo, oltre che nella fase di vigilanza sulla esecuzione dei contratti. Non va poi dimenticato che il nuovo codice mette al centro anche il tema delle stazioni appaltanti, da ridurre e da qualificare per essere controparti affidabili nel rapporto con i privati, rilanciando la figura del RUP e i connessi servizi di supporto. Si introduce inoltre la qualificazione basata su criteri reputazionali che faranno emergere gli operatori economici più virtuosi, con un approccio sostanziale che apprezziamo molto. Adesso la sfida è completare il quadro con le linee guida ANAC-MIT che sostituiranno il regolamento, in equilibrata attuazione del decreto delegato. Anche su questo siamo pronti a dare il nostro contributo”.

Fonte: Ingegneri.info

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