Rischio chimico dei lavoratori in siti contaminati: da Inail nuovo manuale operativo

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Rischio chimico dei lavoratori in siti contaminati: da Inail nuovo manuale operativo

Il rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati – Manuale operativo. Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro, Testo Unico Ambientale. Pubblicato da Inail un nuovo volume sulla valutazione e sulla gestione del rischio chimico in un sito contaminato. Un volume che riporta indicazioni e strumenti operativi per valutazioni destinate alla sicurezza di ogni lavoratore presente a qualsiasi titolo su tale sito e che ha l’intento di armonizzare l’intero spettro della normativa italiana di settore.

“La presenza di agenti chimici pericolosi e agenti cancerogeni e mutageni nel suolo insaturo e nelle acque di falda non costituisce necessariamente un rischio per la salute e la sicurezza, in quanto esso dipende dalle caratteristiche tossicologiche, dalla concentrazione della sostanza, dalle modalità di trasporto e delle possibili vie di penetrazione nell’organismo”.

Sicurezza e lavoro nei siti contaminati

Adempimenti normativi nelle attività di bonifica, valutazione e gestione dei rischi che siano da inalazione, da agenti chimici pericolosi, da contatto termico, da agenti cancerogeni o mutageni. Il testo affronta la tematica in modo estremamente pratico, aderente agli scenari, alle prassi e alle probabilità di un contesto lavorativo.

Oltre all’analisi delle leggi e delle varie definizioni che gli stessi D.Lgs 81/2008 e D.Lgs. 152/2006 offrono dei siti e dei rischi ambientali connessi (siti contaminati o potenzialmente tali, cantiere e bonifica), riporta infatti modelli concettuali di sito per la comprensione degli scenari di esposizione agli agenti chimichi (sorgente di contaminazione; vie di migrazione dei contaminanti; bersagli e modalità di esposizione), affiancati da una lunga descrizione delle fasi di valutazione e gestione.

Ne riportiamo un esempio: “Valutazione e gestione del rischio per inalazione:

3.1 Valutazione del rischio (Step 1);
3.1.1 Individuazione delle caratteristiche di pericolo degli agenti chimici;
3.1.2 Criteri di determinazione della CRaria;
3.1.3 Monitoraggio ambientale del sito per il confronto con la CRaria;
3.1.4 Tecniche di campionamento e analisi per il confronto con la CRaria;
3.1.5 Modelli quantitativi per la stima della CRaria;
3.1.6 Stima del contributo effettivo del suolo;
3.1.7 Verifica del rispetto della concentrazione di riferimento CRaria;
3.2 Valutazione e gestione del rischio da agenti chimici pericolosi (Step 2.a);
3.2.1 Metodi semiquantitativi per la valutazione approfondita del rischio;
3.2.2 Valori limite di esposizione professionale (VLEP);
3.2.3 Valori Limite Biologici (VLB);
3.3 Valutazione e gestione del rischio da agenti cancerogeni e mutageni (Step 2.b).

Quindi l’indagine del sito, il glossario con tutta la terminologia necessaria, gli adempimenti documentali, con i soggetti coinvolti, la sicurezza nei cantieri temporanei e mobili, il campionamento e l’analisi, le misure mitigative e i DPI.

Testo Unico Ambientale

Queste le definizioni che il D.Lgs. 152/2006, Testo Unico Ambientale fornisce in merito ai vari tipi di sito contaminato:

  • Sito potenzialmente contaminato: Sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti rilevati nelle matrici ambientali risultino superiori ai valori di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC), in attesa di espletare le operazioni di caratterizzazione e di analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica (AdR), che ne permettano di determinare lo stato o meno di contaminazione sulla base delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR);
  • Sito contaminato: Sito nel quale i valori delle Concentrazioni Soglia di Rischio
    (CSR), determinati con l’applicazione della procedura di analisi di rischio, di cui
    all’allegato 1 alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006, sulla base dei risultati del
    piano di caratterizzazione, risultano superati;
  • Sito non contaminato: Sito nel quale la contaminazione rilevata nelle matrice ambientali risulti inferiore ai valori di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) oppure, se superiore, risulti comunque inferiore ai valori di Concentrazione Soglia di Rischio (CSR) determinate a seguito dell’analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica.

Nel nostro Paese nella gran parte dei casi, la contaminazione si riscontra in siti industriali dismessi o attivi, discariche abusive, punti vendita carburanti.

Fonte: INAIL

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