Taglieri di plastica o di legno? Qual è il migliore materiale dal punto di vista igienico?

Taglieri di plastica o di legno? Qual è il migliore materiale dal punto di vista igienico?-0

Taglieri di plastica o di legno? Qual è il migliore materiale dal punto di vista igienico?

Tagliere in legno o plastica (Teflon)? La domanda sorge quasi spontanea quando bisogna comprare questo oggetto necessario in tutte le cucine. Spesso la scelta è fatta osservando l’estetica senza valutare le caratteristiche igienico-sanitarie.  Il tagliere di legno è in genere quello preferito dalla maggior parte delle persone, anche se non necessariamente garantisce una migliore igiene. La normativa non aiuta, perché nessuna legge vieta l’utilizzo del tagliere in legno. Tuttavia il Reg 852/04 precisa che: le superfici a contatto con gli alimenti devono essere lavabili e sanificabili, resistere alla corrosione e non  rilasciare sostanze capaci di contaminare o infettare il cibo.

«La norma – spiega Renzo Mioni responsabile della struttura valorizzazione delle produzioni alimentari,  dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie – non dà indicazioni precise. Non si tratta di scartare uno dei due materiali, quanto di capire come usarli al meglio per evitare eventuali tossinfezioni alimentari. La cosa  importante è  sapere come pulire bene i taglieri dopo l’uso». Quando si taglia il cibo sul tagliere è inevitabile che la superficie venga incisa dai coltelli formando piccole fessure difficili  da pulire, dove lo sporco si deposita.  La differenza è che la plastica, dopo aver rimosso meccanicamente i residui organici, può essere messa in lavastoviglie dove alla temperatura di circa 65° -70°C i batteri patogeni vengono inattivati. In alternativa può essere  disinfettata in superficie con l’acqua ossigenata a 10 volumi (3%) venduta al supermercato o in farmacia».

«Il legno è un materiale naturale poroso che assorbe molta acqua, favorendo così la moltiplicazione dei batteri – spiega Mioni  – e non può essere messo in lavastoviglie. Per questo è più delicato e quando si usa necessita di maggiori accortezze come ad esempio lavarsi le mani dopo averlo usato e tenere pulito il lavandino.  La  pulizia inizia togliendo i residui di alimenti e  lavando bene il tagliere con acqua calda e detergente. L’asciugatura deve essere fatta al sole in estate o sul termosifone in inverno. Si può inoltre disinfettare con prodotti come limone, aceto e bicarbonato». In questo modo i batteri rimasti senza acqua né nutrimento non proliferano.

È necessario inoltre cambiare tagliere ogni tanto. «La cosa migliore – continua Mioni – consiste nel disporre di due o più taglieri, in modo di averne uno di riserva mentre il primo asciuga ma, soprattutto, per separare alimenti. La soluzione ottimale è averne uno per la carne e un altro per frutta e verdura». Nella ristorazione collettiva, per esempio, adottano taglieri di colore diverso per ogni categoria merceologica: rosso per le carni crude, verde per le verdure crude, gialli e bianchi per altri cibi ….. In generale non si deve demonizzare il tagliere in legno, anche se è più complicato da trattare. L’importante è sapere come comportarsi per ridurre il rischio di tossinfezioni alimentari.

Aggiornamento:

Abbiamo chiesto a Luca Foltran, esperto in scienze dei materiali, un chiarimento sul Teflon. Ecco la sua risposta: «Il teflon può essere usato per realizzare un tagliere, ma non è un materiale comunemente usato per questo scopo. È più facile trovare plastiche come il polipropilene e il polietilene».

Fonte: IlFattoAlimentare

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